L’impegno della famiglia Gallo nel mondo della vite e del vino è iniziato oltre un secolo fa e si è
manifestato nel tempo attraverso il lavoro e la dedizione di persone quali Basilio, Stelio,
Gianfranco e i loro familiari.
Dal 1978 l’azienda è condotta da Gianfranco che, attraverso rigorose e audaci scelte viticole, unite
ad un’attenta interpretazione enologica, ha affermato uno stile qualitativo di grande personalità, che
ha contraddistinto l’azienda Vie di Romans nell’ultimo ventennio.
Tappe importanti di questo ultimo percorso storico sono state: nel 1978 primo imbottigliamento e
prima etichetta commerciale, 1982 inizio di un ciclo di ammodernamento viticolo rivolto all’alta
qualità, 1989 la realizzazione della nuova cantina costruita su tre piani, 1990 vinificazione delle
uve distinte per cru di provenienza, 1992 uscita commerciale dell’annata ’90
(e da questa data in
poi i vini bianchi verranno sempre commercializzati due anni dopo la vendemmia).
Conoscere i fattori produttivi che stanno alla base di una certa sensazione organolettica è senz’altro
il desiderio di chiunque voglia comprendere più da vicino il frutto di questo lavoro. La produzione
dell’uva e la qualità del vino sono variabili legate ad un numero elevato di fattori che, se trattati in
modo superficiale, non aiutano ad identificare la vera essenza di un’azienda. Non si può parlare,
quindi, della qualità di un vino correlandola al solo terreno o alla tecnica enologica, ma bisogna
cercare di descrivere l’insieme delle variabili che interagiscono nell’ambito produttivo.
In questo caso parleremo solamente di quelle che possano meglio delineare un profilo della produzione
di Vie di Romans, e che sostanzialmente fanno parte di tre ambiti: l'ambiente,
la viticoltura e l’uomo.
• Ambiente - Si intende tutto ciò che è inerente al clima e al terreno.
• Viticoltura - Riguarda tutte le scelte agronomiche messe in atto per avere un sistema viticolo
efficiente.
• Uomo - Rappresenta l’elemento centrale della realtà produttiva.
L’uomo parte dalla conoscenza dell’ambiente per poter orchestrare i fattori colturali verso un fine.
L'uomo, quindi, si mette al centro di tutto questo e si scopre artefice e anche parte di un qualcosa di
molto ampio che lo supera e lo pone davanti ad un mistero. L’interazione tra uomo e territorio, tra
uomo e linguaggio armonioso del creato, fanno si che il frutto di questo dialogo sia così nuovo,
vario, complesso e unico.