NOTIZIE ED EVENTI

GREAT WINES OF ITALY by James Suckling 

6 Marzo 2020
Moor Building - Miami

LE GRAND TASTING by Bettane + Desseauve

29-30 Novembre - 2019
Carrousel du Louvre - Paris

MERANO WINE FESTIVAL   

8-12 Novembre 2019
Merano

WINE SYMPOSIUM VILLA D'ESTE 

7-10 Novembre 2019
Villa d'Este - Cernobbio


APPROFONDIMENTI

I CLIMAT

Con “I Climat” abbiamo voluto presentarvi, in un modo più vero e intimo, l’espressione dell’origine territoriale di un nostro vino.

[LEGGI TUTTO]

 

 

COLLEZIONE MILLESIMI

Già nel 1990 Vie di Romans aveva scelto, in un contesto culturale enologico abbastanza diverso, di dedicare maggior tempo all’affinamento dei propri vini, presentando al mercato un prodotto al secondo anno dopo la vendemmia.

QUAL E’ IL VERO COLORE DEL PINOT GRIGIO?

Giallo paglierino, ramato, bianco carta, rosato, buccia di cipolla, queste sono le tonalità che possiamo riscontrare quando ci imbattiamo in un vino pinot grigio e spesso sorge la legittima domanda su quale sia la giusta espressione cromatica.

Origine del territorio

La natura della roccia e la stratificazione del suolo influenzano direttamente il comportamento delle piante, in quanto influiscono sull’assorbimento dell’acqua e degli elementi minerali. La vite è fra le piante più sensibili al mutare di queste condizioni pedoambientali e anche se possiede una certa rusticità, che le permette di adattarsi ai suoli più disparati, risponde fisiologicamente in modo diverso anche a limitate variazioni.
Questa particolare risposta fa sì che ogni vigneto e quindi il vino che ne deriva, rappresenti un’unità inscindibile con il territorio che l’ha generato divenendo un patrimonio naturale unico e irriproducibile.
Sono queste le motivazioni per le quali abbiamo ritenuto giusto vinificare distintamente le nostre uve conservando in purezza l’espressione del sito di origine.
Per meglio descrivere il nostro comprensorio dobbiamo far notare che non tutti i suoli coincidono per caratteristiche e formazione con i suoli che vi abbiamo descritto nel precedente capitolo. Bisogna infatti fare un distinguo tra suoli autoctoni, cioè formati in loco e suoli alloctoni, che formatisi altrove, vengono trasportati dalle acque e poi sedimentati. I primi rappresentano quelli che vi abbiamo già descritto, sui quali insiste la nostra viticoltura. I secondi invece sono suoli formati da recenti alluvioni per opera di torrenti che hanno trasportato argille provenienti da colline moreniche. I suoli così formati sono completamente privi di scheletro e composti essenzialmente da argille molto compatte che vanno a costituire un profilo profondo, uniforme e privo di stratificazioni. L’alta fertilità e l’abbondante disponibilità idrica di questi siti, permette una viticoltura più rigogliosa e quindi orientata verso obiettivi enologici diversi.
Delle medesime caratteristiche sono i colluvi, i quali sono formati da argille provenienti dall’erosione superficiale dei pendii morenici. Questi tipi di suoli si depositano ai piedi delle colline andando a ricoprire i terrazzi eocenici lungo una stretta fascia.
Si presenta così un territorio differenziato in due tipologie ben distinte di suoli, tra i quali quelli derivanti dall’alterazione in loco della roccia rappresentano per noi i siti viticoli più importanti.