L'ANNATA
ANNATA 2024
ANDAMENTO CLIMATICO
L’annata 2024 è stata caratterizzata da accentuata irregolarità metereologica, dove ad una primavera molto piovosa e fresca è seguita una fase estiva decisamente calda e siccitosa. Il 2024 è stato l’anno degli estremi, con un accumulo di 1.350 mm di precipitazioni realizzati in gran parte nei mesi primaverili e con un caldo estremo, unito a scarse precipitazioni nella fase estiva, che hanno avuto un certo impatto sulla produttività dei vigneti.
CONDIZIONI CLIMATICHE
L’inverno è stato normalmente piovoso nella Valle dell’Isonzo e nevoso sulle Alpi, specialmente nell’ultima parte della stagione. Una particolare ondata di freddo ha interessato il nostro territorio dalla metà di gennaio alla metà di febbraio, con temperature minime sui -5/-6°C.. Dalla seconda metà di febbraio le temperature sono aumentate rapidamente, inducendo l’inizio del pianto dei tralci già ai primi di marzo e il conseguente germogliamento a partire dal 25 dello stesso mese, in anticipo di una settimana rispetto alla consuetudine stagionale. Il bel tempo e le alte temperature sono continuate fino al 16 aprile, momento in cui un forte vortice polare ha abbassato le temperature di 20 °C.. In queste condizioni atmosferiche abbiamo avuto abbondanti precipitazioni nevose fino a bassa quota e in due diverse date anche delle gelate che hanno toccato i -2/-3 °C.. Le gelate si sono verificate il 17 e il 22 aprile, ed è stato opportuno attivare le nostre torri di ventilazione per evitare i danni da congelamento. Dal 28 aprile è ritornato il bel tempo e le temperature si sono riposizionate sui valori stagionali. Segue poi un periodo molto piovoso che ha caratterizzato gran parte del mese di maggio e in parte di giugno, rallentando leggermente lo sviluppo fenologico della vite. Nonostante ciò la fioritura è iniziata circa cinque giorni prima rispetto alla media storica. La fase propriamente estiva, luglio – agosto, ha espresso punte termiche decisamente rilevanti. Se nella prima fase le riserve idriche hanno mitigato lo stress delle piante, nella seconda e durante tutto il mese di agosto, si è fatta molto sentire la carenza d’acqua. Nel periodo autunnale si è passati nuovamente ad un periodo di alta piovosità, ma le vendemmie, fortunatamente, erano già terminate da alcuni giorni. L’alta piovosità di inizio stagione ha favorito le infezioni fungine su foglia e grappolo, richiedendo una grande attenzione sulle tempistiche di intervento in vigna, in particolar modo nel periodo a cavallo della fioritura. Completamente diverse sono state le problematiche della fase estiva, dove l’alta evapotraspirazione indotta dalle elevate temperature e dall’assenza di precipitazioni ha determinato un forte stress idrico delle piante. La disponibilità di moderni sistemi irrigui nei nostri vigneti, dotati di micro gocciolatori, ha permesso di apportare delle piccole quantità d’acqua, mantenendo in equilibrio un corretto stress idrico. Così operando si sono evitate anche le scottature degli acini, conseguenti alle alte temperature raggiunte nelle bacche a seguito dell’eccesso dell’irraggiamento solare..
L’invaiatura ha avuto inizio in anticipo di alcuni giorni e ha avuto inizialmente un decorso lento per poi decisamente accelerare nella seconda metà di agosto. Le vendemmie sono iniziate in anticipo, come spesso accade nelle ultime annate. I primi grappoli sono stati raccolti a partire dal 27 agosto per le varietà pinot grigio e sauvignon blanc. Tutto sommato, le favorevoli condizioni climatiche hanno permesso di raccogliere uve perfettamente sane, con una buona maturazione aromatica della polpa e della buccia, senza un eccessivo degrado dell’acidità malica. Anche se l’annata è la seconda più calda degli ultimi 30 anni, dopo la 2018, per la qualità aromatica espressa e per la buona struttura acida mantenuta, può essere annoverata come un millesimo di grande equilibrio ed eleganza. Simili all’annata 2024, nell’ultimo decennio, possono essere ricordate la 2020 e la 2017.







